Decontaminazione e nucleare
Apple, quali novità?
Fare previsioni sugli eventi Apple è uno degli sport agonistici preferiti dai blogger e dai giornalisti di mezzo mondo. Ma se c’è un evento su cui è più facile sbilanciarsi è quello che tradizionalmente si svolge a settembre. Cosa possiamo aspettarci, allora, oggi? Novità a carattere musicale, come negli anni passati, come conferma l’invito inviato ai media: la cassa di una chitarra con una bella mela morsicata al centro.
Allora, lanciamoci anche noi in questo sport e proviamo a ragionare. Tenendo conto che di speculazioni si tratta: al momento, i fatti non ci sono ancora e quindi non è possibile fare verifiche: tutto ciò che si dice in giro si basa su indizi raccolti qua e là, che spesso vengono interpretati più che usati per quello che sono. E tenendo conto che la storia di Apple ci ha abituato alle sorprese e al “One more thing...”, in cui Steve Jobs tira fuori un coniglio inaspettato dall’iCilindro magico. Comunque, ecco le cose da aspettarci mercoledì sera (alle 19, ora italiana).
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Ci sarò per raccontarlo
Entro 30 anni, ha detto il presidente americano, l'uomo arriverà su Marte, e poi ha aggiunto: «I expect to be around to see it». È questo il centro della previsione, e oggi possiamo affermarlo con certezza: non Marte, ma l'ottimismo del "ci sarò". A quasi 50 anni dal discorso di Kennedy in cui annunciava lo sbarco sulla Luna, un uomo che ha lo stesso ruolo fa un annuncio simile ma con un corollario che è più importante dell'annuncio stesso.
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Samsung Navibot - Le grandi manovre
Sembra un giocattolo, ma Navibot è probabilmente l'anello di congiunzione tra il Bidone Aspiratutto e C1P8, un aspirapolvere ad alta tecnologia completo di led, schermi touchscreen e telecomando. La messa in moto è semplice. Attacco la base di ricarica (ai piedi di una parete sgombra), pigiamo l'interruttore principale posto sul fondo del robot e il pannello dei comandi si accende come un albero di Natale. Premo start e si mette all'opera. È come se un grosso insetto robotico si muovesse per casa, con le spazzole rotanti al posto delle zampine. Smanettando un po' di più (ma niente di serio) lo programmo per le pulizie giornaliere, che lui effettuerà sempre alla stessa ora. I 38 sensori gli permettono di girare con naturalezza e gli evitano di andare a sbattere a muso duro contro gli ostacoli.
Il sistema di navigazione intelligente Visionary Mapping System mappa tutta la casa (scattando immagini del pavimento) e assegna in automatico le priorità di pulizia. Non può risucchiare residui troppo grossi ma se parliamo di microsporco Navibot sa il fatto suo: al suo passaggio briciole e polvere spariscono all'istante. C'è anche una modalità Pulizia Macchie che, se premuta, aizza il robot contro i nemici dell'igiene su un area circostante di 1,5 mq. E quando si sta per scaricare torna per tempo alla stazioncina, fa il pieno e riprende dal punto in cui aveva interrotto. Non sarà veloce come una colf, ma se non altro non devi metterlo in regola. Il robot viene venduto con uno o due muri virtuali, due torrette a pile alte una decina di cm che servono a circoscrivere le zone o per creare muri virtuali che sbarrano l'accesso agli ambienti. Ma il mode più divertente è la Pulizia Manuale: sdraiati sul divano, col telecomando ho manovrato il Navibot come una macchinina e gli ho fatto raccogliere del riso caduto in terra.
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La Rete non dimentica il Pakistan
«È la peggiore tragedia umanitaria degli ultimi anni, di gran lunga peggiore dello tsunami nell'oceano Indiano o del terremoto di Haiti - spiega Marco Bertotto, direttore di Agire, il network di organizzazioni non governative italiane specializzato nella risposta alle emergenze -. Eppure in una settimana abbiamo raccolto solamente un centesimo di quello che avevamo raccolto per Haiti». Mettersi a cercare una spiegazione, vuol dire fare i conti con la politica, ma anche con la crudeltà del caso. «Perché non è partita la gara di solidarietà? È triste da dire, ma è questo un dramma lento. Senza alcun effetto Hollywood - spiega Bertotto -. Poi bisogna considerare l'immagine internazionale del Pakistan, troppo legata all'estremismo islamico, e che è nel mese di agosto».
Il 28 agosto La Stampa raccontava così il dramma del Pakistan, dimenticato dalla comunità internazionale e quasi ignorato dai media, nonostante siano più di venti milioni le persone coinvolte nell'alluvione. Il popolo della Rete ha riservato alla notizia un altro tipo di trattamento.
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Tech Parade: la classifica di TV e Home Video di settembre
Sei televisori nei primi sei posti la dicono lunga sulla tendenza del momento. LED, 3D, 21:9, pixel gialli: chi porterà le innovazioni più strabilianti nel tuo salotto? E quali sono i vostri oggetti preferiti?
1. Sharp Quattron 46LE820Posizione precedente: 4 | Mesi in classifica: 2 | Voto test: 8/10 | Prezzo: 1899€
Mentre tutti investono sul 3D, Sharp punta sulla qualità dei pannelli, aggiungendo un sub-pixel giallo ai canonici tre dello standard RGB. Il risultato? Immagini che colpiscono per fluidità e nitidezza, e una gamma cromatica superiore, soprattutto nelle scene ricche di tonalità calde.Wired - Design sottile. Riproduzione Divx in alta definizione dalla porta USB.Tired - Nessun servizio Internet. Prezzo salato.
2. Samsung LED Serie 9000Posizione precedente: 1 | Mesi in classifica: 1 | Voto test: ND | Prezzo: da 3900€
Il più elegante, sottile e tecnologicamente avanzato televisore 3D in commercio.
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Google e Arcade Fire: ecco il primo video interattivo in HTML5
Da una parte il gruppo rock del momento: i canadesi Arcade Fire, freschi del nuovo acclamato album The Suburbs. Dall'altra uno dei registi di videoclip più creativi al mondo Chris Milk. Nel mezzo la tecnologia html5 e Google che tenta di stemperare la propria immagine da grande fratello con un esperimento decisamente riuscito.
Stiamo parlando del video di We Used To Wait, non uno clip come tanti altri, da vedere in televisione e poco altro ma una vera e propri esperienza interattiva. Ci avevano provato già altri, gli stessi Arcade Fire con il lavoro fatto per la canzone Neon Bible ma qui siamo decisamente un passo avanti.
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Tablet Microsoft: qualche consiglio
Steve Ballmer l'ha annunciate a più riprese, rimasto sorpreso dal successo dell'iPad la Microsoft non ha certo intenzione di rimanere con le mani in mano e presto proprrà un proprio modello di tablet.
Come sarà? Questo nessuno può ancora saperlo, quelli di CrunchGear provano però a dare qualche consiglio ai capoccia della multinazionale americana per evitare gli errori del passato e proporre qualcosa di veramente competitivo in grado di mettere in difficoltà l'ultimo gioiello Apple.
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Perché il nuovo Kindle ha il microfono?
Che cosa c'è lì in mezzo? Si tratta di un microfono!
Secondo la guida per l'utente del nuovo Kindle "il microfono non è al momento attivo, ma viene fornito per un uso futuro". Alcune persone pensano che sia per la navigazione vocale, il che potrebbe dare un grande vantaggio all'accessibilità di Kindle rispetto ai suoi concorrenti (gli e-reader e i tablet computer restano ancora molto indietro rispetto ai classici PC su questo fronte). David Rothman invece pensa che Amazon/AT&T potrebbe inserire in futuro un telefono, cosa che sembra piuttosto improbabile visto come Bezos e Amazon sembrano intenti a perfezionare l'esperienza di lettura piuttosto che competere con Apple e i generici tablet sul fronte della multimedialità.
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Svelato a New York il BlackBerry 9800 Torch
Presentato in questi minuti a New York il nuovo 9800 Torch: nuovo sistema operativo BlackBerry 6, schermo full touch e tastiera full qwerty slide. Sarà inizialmente disponibile solo negli Stati Uniti, con AT&T.
Iniziamo dallo schermo, la novità più evidente di questo dipositivo: 3,2 pollici, multi-touch à la iPhone, nasconde un tastierino full-qwerty slide. La vera novità del Torch, però, è il sistema operativo. Il 9800 è finalmente il primo con piattaforma BlackBerry 6, di cui si sente parlare da mesi e di cui potete vedere qualche anteprima qui e anche qui.
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Social network e giochi, ecco come passiamo il tempo su Internet
Detta così non sembra novità: secondo l’ultimo studio Nielsen gli internauti americani passano gran parte del loro tempo su blog e social network. Quello che stupisce di più è il cambiamento rispetto allo stesso sondaggio dello scorso anno: la tendenza è aumentata del 43%.
Insomma, nel 2010 gli americani ammettono che un quarto del loro tempo su Internet se ne va fra aggiornamenti di stato, cinguettii, lettura e scrittura di post. Diminuisce del 28% il tempo dedicato alla gestione della posta elettronica, mentre aumenta del 10% quello per i giochi online.
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Crackdown 2 – Era meglio il primo
La prima impressione è di trovarsi davanti a un gioco vecchio, ricolorato come la riedizione in Technicolor di un film in bianco e nero. La seconda impressione conferma la prima. La terza impressione è che il gioco, oltre che vecchio, sia pure noioso. Prima di arrivare alla quarta impressione riprendiamo in mano la scatola per controllare se per caso non abbiamo sbagliato.
No, è proprio lui, Crackdown 2, il seguito di uno dei giochi più riusciti e innovativi della storia dei sandbox/open world. Un piccolo classico della prima era Xbox 360, che ci aveva entusiasmato con i superpoteri e i salti tipo Hulk su e giù per i tetti dei grattacieli.
Crackdown 2 invece è spompato, e più che un sequel sembra un upgrade pigro. All'inizio – tra la cornice narrativa scarna, la difficoltà di agganciare i bersagli, i nemici difficilmente distinguibili dagli alleati e i proiettili che fischiano in ogni direzione – risulta addirittura frustrante, prima di restituire quel po' di divertimento che il gameplay comunque conserva (il nocciolo del gioco e l'ambientazione urbana non sono scaduti negli anni).
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Metal Gear Solid: Peace Walker – Metti in tasca Hideo Kojima
I riflettori erano puntati su Peace Walker da quasi un anno. Perché tanta attesa? Perché in qualità di game designer c'è Hideo Kojima in persona, il padre e re Mida della serie. Si tratta di un Metal Gear a tutti gli effetti, quindi, che i fan non possono mancare.
L'ultima creatura di Kojima non delude le aspettative. La trama è una delle meglio architettate dell'intera saga: gli appassionati potranno approfondire la storia di Naked Snake/Big Boss e scoprire i retroscena della fondazione di Outer Heaven (siamo nel 1974), mentre i novellini si troveranno ugualmente a loro agio anche senza il glossario della serie a portata di mano.
A livello estetico la realizzazione è impeccabile; le classiche, interminabili cut scene sono un piacere per gli occhi, realizzate in stile graphic novel con la collaborazione di un geniaccio come Ashley Wood, già responsabile delle trasposizioni a fumetti dei primi due episodi.
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